CESARE  CAMELI

La madre di Cesare Cameli 
Virginia Taffora - 1923

Cesare Cameli, 1918

 

Il retro di una Carte de Visite di Cameli con la pubblicità dei suoi negozi, a Roma e San Benedetto del Tronto



AGOSTINO E TEMISTOCLE CASELLI

La madre dei fotografi F.lli Caselli
foto Caselli

Pubblicità del negozio
in Corso Umberto I,  n. 97

TEMISTOCLE CASELLI in un  disegno di Vincenzo Irolli, valente pittore napoletano della fine dell'800 e i primi anni del 900


Copertina della Rivista PRIMA FESTA DELLA CANZONE SAMBENEDETTESE  (clicca per ingrandire)
9 agosto 1931 - foto F.lli Caselli


SILVIO, CARLO E MARIO BAFFONI

Carlo Baffoni o meglio... "Carletto" come lo chiamavo gli amici, al molo sud "armato" di tutto punto


GIUSEPPE E GIORGIO SGATTONI

Peppe Sgattoni, 1981

Giorgio Sgattoni, 1981



UMBERTO E RENO TRAINI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Umberto Traini

 Umberto Traini con Amedeo Alessandrini

Amedeo Alessandrini con Reno Traini



Porto d'Ascoli

CAPRIOTTI - SCARTOZZI - CAMAIONI

Capriotti Enrico, circa 1950 (in futuro Magazzini Capriotti),  primo fotografo di Porto d'Ascoli
Da sempre in Via Torino (Salaria) diventato poi Studio Dario Scartozzi e infine Foto Emidio Camaioni

                                        ENRICO CAPRIOTTI – PRIMO FOTOGRAFO DI PORTO D’ASCOLI

   Inizia la sua attività di fotografo a Porto d’Ascoli, aprendo una piccola bottega all’inizio della Via Salaria, negli anni ‘50
   Aveva già appreso i primi rudimenti della fotografia durante il servizio militare, poi tornato a casa era stato ragazzo di bottega insieme a Giovanni Romandini presso il fotografo Carlo Baffoni.  Aveva quindi aperto una attività fotografica a Grottammare con un socio di nome Ciarrocchi riuscendo persino ad avere due piccole succursali a Castel di Lama e Porto d’Ascoli.
   Quella di Porto d’Ascoli rimarrà alla fine il suo negozio per molti anni, diventando in seguito Studio Dario Scartozzi e infine Foto Emidio Camaioni


ALESSANDRINI  AMEDEO


CIMINI GINO (1900-1969)
Nasce a San Benedetto del Tronto nel 1900 e  muore a Roma nel 1969.
Molto intenso fu il suo legame con Cupra Marittima dove suo padre aveva insegnato per diversi anni.
Così anche lui, per circa cinquant’anni, trascorre a Cupra lunghi periodi in particolare i mesi estivi grazie alla sua grande passione per il mare. L’altra sua grande passione di Gino fu invece la fotografia prima come hobby poi come professione tanto da lasciare l’insegnamento della matematica di cui era professore di ruolo per diventare incaricato di tecnica fotografica presso l’Istituto Tecnico Industriale Duca D’Aosta.
Ebbe stretti rapporti con i Taffetani, storici fotografi di Cupra e approfondì gli studi sulla stereofotografia già trattata, a livello regionale, solo dal Marchese Alessandro Bruti Liberati di Ripatransone
                                          Nell'immagine, il libro pubblicato dal figlio Marco Cimini (clicca per ingrandire)